Pubblichiamo il link ad un articolo di repubblica relativo alla chiusura dell’Associazione Documè, nome ben conosciuto a Torino (ma non solo) ed uno dei circuiti più importanti d’Italia per il documentario.
Purtroppo le ragioni della chiusura sono ben note al mondo delle associazioni e si riferiscono ai tagli dei finanziamenti pubblici ed ai ritardi (annuali, biennali ed in alcuni casi anche maggiori) nel versamento di somme dovute dagli enti locali per progetti già realizzati.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/09/14/news/muore_docum-7055044/
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Ciao a tutti e tutte, credo che la notizia della chiusura dell’esperienza di documè (dopo sette anni di attività) sia in linea con il cambiamento a cui ci stiamo abituando. Siamo impotenti, ci siamo resi impotenti di fronte allo smantellamento di tutte le forme di aggregazione (culturale, sociale, sportiva, del tempo libero, della partecipazione, delle rivendicazioni, della costruzione …….). E siamo anche più poveri.
Credo che anche il solo parlarne, o scriverne su questo spazio possa essere uno stimolo per qualcuno per trovare nuove forme di resistenza, condividerle e mantenersi vivo.
Ciao a tutti anche da parte mia. Solo per aggiungere un pezzo alla riflessione di Marco, nelle parole del comunicato di Documè viene sollevato anche un problema molto pratico: lo stato italiano (e di conseguenza le regioni, le province, i comuni, etc. etc.) non rispetta le leggi. I tempi di attesa per ottenere finanziamenti che spetterebbero di diritto sono incredibilmente lunghi. Questo riguarda le associazioni ma in generale tutti quelli che lavorano con gli enti pubblici e ha conseguenze devastanti su chi lavora e deve vivere, pagare stipendi, etc. etc. L’Unione Europea ha da poco provveduto ad alzare gli interessi per i pagamenti in ritardo, ma quante associazioni potranno davvero permettersi di richiederli?